Questo è il terzo articolo che scrivo per Max. Lui avrebbe tanto voluto farmi partire con questo argomento “bomba” ma io ho preferito aspettare. Come in tutti i buoni percorsi, alle cose ci si arriva piano piano e per quanto io amo molto essere provocatoria (un po’ come Max 😉) mi piacerebbe, che prima che tu legga questo articolo, legga i due che lo precedono (per dare un’infarinatura alla mia filosofia di lavoro e a quello che penso riguardo al mondo della sessualità). In queste righe più che negli altri voglio raccontarti chi sono, in modo che capirai subito il perché abbiamo deciso di trattare questo argomento. Mi chiamo Anna, sono un’educatrice sessuale e mi occupo, appunto di sessualità alternativa! Ah sono disabile ovviamente 😊

Io e Max abbiamo deciso di trattare questo tema perché è una tematica assolutamente lasciata nell’ombra. Spesso si considera la persona disabile come asessuata, figuriamoci se possono venire considerate desideri o fantasie un po’ fuori dal comune! Io ogni tanto scherzando esordisco con “tutti hanno il diritto di essere pervertiti” e per quanto possa sembrare un’esclamazione banale e un tantino provocatoria, con la lettura di questo articolo ti accorgerai che non è proprio così. Gli argomenti che tratterò saranno:

  • Cos’è il BDSM
  • Il rapporto del BDSM con il pregiudizio
  • BDSM e il concetto di privacy
  • Il rapporto del BDSM con un corpo speciale

L’obiettivo di questa riflessione che voglio fare con te non è dare risposte, perché in verità NESSUNO possiede la verità assoluta! Il mio obiettivo e quello di creare in te delle domande e poi la soluzione verrà cucita sulla tua persona. Perché la sessualità non è una ricetta, non lo è in nessun caso, che tu possa avere o meno difficoltà più o meno visibili. Quindi tutto parte dagli interrogativi. Facciamoceli!

INIZIAMO CON: COSA SIGNIFICA BDSM?

BDSM è un acronimo che sta a significare Bondage e Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo. All’interno del BDSM si sviluppano una vastissima gamma di pratiche (sia relazionali che erotiche) che hanno come punti cardine il disequilibrio di potere e/o umiliazione (dominante/sottomesso) e il concetto di dolore, grazie alle quali i partner ADULTI e CONSENZIENTI traggono piacere e soddisfazione. Quando io parlo di BDSM, specie a persone che non lo conoscono (o meglio, spesso pensano di non conoscerlo) amo parlare anche delle emozioni correlate a queste pratiche. Faccio questo per scardinare pregiudizi e stereotipi che vorticano intorno a questo mondo. La nostra abitudine è sempre quella di incasellare, giudicare, dare dei termini! Bene, ora faremo il percorso opposto, quello dell’ascolto. Quindi ora ti chiedo uno sforzo! Metti nel cassetto i tuoi pregiudizi e immagina e senti nello stomaco quello che sto per dirti. Il BDSM comprende una serie di emozioni forti che scendono in campo nel momento della sessione. Esiste la paura, la fiducia e la rabbia. Esiste l’umiliazione, la sensazione di sentirti svuotato. Esiste l’adrenalina, il senso di potere e grandezza. Esiste un ego sfrenato, esiste il controllo e la perdita di controllo. Esiste il lasciarsi andare, esiste la rassegnazione. Esiste il dolore fisco, da sentire e rielaborare. Esiste la voglia di mettere “sotto”, costellata da disciplina e ordine! Esiste l’ascolto, l’ascolto che nel BDSM più che in ogni altra pratica è fondamentale. L’ascolto di corpo e mente, dei LIMITI che in ogni persona sono diversi. Esiste una linea che lega chi è li con te a compiere questo gioco. Ecco questo prima di tutto è il BDSM.

LA PAURA DEL PREGIUDIZIO E DEL GIUDIZIO

Ciò che accomuna tutte le persone è pensare che praticare BDSM non sia una cosa normale. Come posso fare a dirlo al mio partner? Se lo dicessi ai miei amici mi prenderebbero per matto! Purtroppo TUTTI noi siamo cresciuti in una società che ci ha portato a ragionare con dei “canoni di normalità”, ti assicuro che chiunque faccia, o ha fatto BDSM nella vita, si è scontrato con queste paure. Quando però è riuscito a superarle ha vissuto in modo più sereno la sua sessualità. Ricordati sempre che non sei solo, e presto scoprirai iniziando a parlare di queste cose di quante persone sono “della tua parrocchia”. Alla domanda il BDSM è patologico la risposta è: NO non è patologico, ovviamente se svolto con il consenso di entrambi i partner e non monopolizza il sesso e il rapporto con l’altro. Capita spesso nel caso di una persona disabile che il BDSM venga vissuto come una “pioggia sul bagnato!”. Mi spiego: spesso l’idea ricorrente è: “già faccio fatica così, figuriamoci se dovessi proporre questa pratica ad un mio eventuale partner.” Ecco sappi in anticipo, come ho già detto sopra, che quando si parla di fantasie alternative la paura accomuna tutti. Si passa sempre attraverso la fatica. SEMPRE! In ogni scelta della vita si passa sempre attraverso un percorso che sia più o meno condiviso dall’altro. Ma su tutto ci si può lavorare e trovare un buon compromesso. Sappi che reprimersi non è MAI un buon compromesso.  

IL CONCETTO PRIVACY

Spesso risulta molto difficile per la persona disabile frequentare determinati ambienti o party riuscendo a non svelare parte della propria vita ai propri famigliari o ai propri amici. -Come posso raggiungere quella festa se non accompagnato? E cosa dico a mio padre? Non mi sembra giusto che io mi debba per forza giustificare o svelare questa parte della mia vita che voglio che rimanga privata- Credo che il concetto privacy sia veramente il più difficile da trattare! È lecito! È lecito desiderare che alcune parti della vita di ognuno rimangano private anzi direi che è sacrosanto. Il problema si risolverebbe se ci fosse un partner con cui condividere queste esperienze ma è anche vero che è diritto di tutti poterle vivere anche individualmente. Questa è una bella sfida, ma d’altra parte spero non sia questo il motivo che spinga a mettere nel cassetto l’idea! Il mio consiglio è: quando si può ci sono molti aperitivi a tema da frequentare, dove è possibile conoscere persone e farsi degli amici. Io consiglio di frequentarli per conoscere meglio questo mondo, amalgamarsi con le persone e rendersi finalmente conto che a bere il drink con te al bancone troverai “il ragazzo della porta accanto” e non dei pazzi scatenati come spesso si può pensare. Certo come ogni scelta di vita prevede impegno, ma questa è una regola che vale per tutti 😉 Nel caso non possa essere possibile questa ipotesi io non ho una vera risposta e questo è effettivamente un bel quesito, iniziamo a porcelo! Già iniziare a farsi delle domande è l’inizio per una soluzione!  

IL MIO CORPO È DIVERSO

Quando ci si affaccia alla scena BDSM il primo concetto che appare chiaro agli occhi di tutti è quello del LIMITE. Il limite è una cosa che fa paura ma allo stesso tempo affascina, è una forma profonda di conoscenza e reale accettazione. Quando si vive in un corpo differente e si ha a che fare con corpi “speciali” il concetto di limite è amplificato. Quello che mi sento di dire è che OGNI corpo è diverso, dobbiamo toglierci dal concetto del “io queste cose non le potrò mai fare” e ragionare DESTRUTTURANDO. Bisogna destrutturare l’idea preconfezionata di sesso, bisogna destrutturare l’idea pre-confezionata di BDSM. E’ vero molte pratiche non potranno essere affrontate in modo tradizionale, ma il bello del gioco è anche questo, cucirsi su misura la propria esperienza sulla pelle, facendola diventare unica. Quando c’è la volontà c’è la possibilità. Tutto può essere studiato ad HOC, anche molti strumenti possono essere studiati e costruiti sulla persona! Tutto sta a quanto hai voglia di metterti in gioco.

CONCLUSIONI

Sarebbe bello poter tirare delle vere fila del discorso. Purtroppo come ho detto fin dall’inizio sono  più i quesiti che le soluzioni. Ma le soluzioni iniziano sempre da qualcuno che si è fatto delle domande 😊 So già che non avrò sicuramente trattato l’argomento in modo esaustivo per tutti infatti ti chiedo di esporre i tuoi dubbi, le tue domande e esprimere le argomentazioni che vorresti vengano trattate in modo più approfondito. Noi siamo qui per questo 😊