Si è tenuto a Modena il 16 ottobre 2017 insieme all’associazione InTandem la conferma su disabilità, affettività e sessualità.

La sessualità è uno degli aspetti fondamentali della vita di ognuno di noi, e ciò non dovrebbe cambiare per le persone con disabilità. La sfera affettiva e sessuale è uno degli aspetti più importanti per tutto il genere umano.

Sarebbe impossibile immaginare la vita senza il vivere le gioie di un rapporto di coppia e, di conseguenza, dare amore all’altro e manifestarlo anche con il corpo, attraverso la sessualità. I pregiudizi per quanto riguardano la sessualità delle persone con disabilità sono trasversali e non risparmiano il mondo della medicina e delle pratiche terapeutiche, per approdare anche nelle famiglie dove spesso l’argomento rimane un tabù.

La distorsione di base è sempre la stessa:, la presunzione che la disabilità neghi a tutti gli effetti la possibilità di avere una sessualità.

Gli stereotipi della società circa la presunta asessualità delle persone disabili non fanno altro che negare la loro piena umanità di persone che hanno, nella realtà dei fatti, le stesse necessità e capacità di amare di chiunque altro. 

La neurobiologia degli ultimi decenni ha ampiamente dimostrato che la sessualità – soprattutto quella vissuta all’interno di un forte legame affettivo e amoroso – sia benefica per il nostro equilibrio psico/fisico.

Con questo preambolo ci incontreremo nella conferenza del 16 settembre 2017 in largo Pucci 40, a Modena, per parlare di sessualità insieme alla sessuologa Priscilla Berardi che introdurrà i concetti base sulla sessualità. Per continuare con il dott. Carnevali che parlerà della sessualità nell’adolescenza che è in modo particolare, un periodo della vita caratterizzato da continui conflitti e tensioni riconducibili alla molteplicità di cambiamenti che interessano lo sviluppo fisiologico, morfologico, cognitivo e sociale dell’individuo.

Continuando ancora con Max Ulivieri, personaggio pubblico che si sta battendo per il diritto all’assistenza sessuale delle persone con disabilità fisiche.

In ultimo, Pier ed Emilia Sghedoni, genitori di un ragazzo con sindrome di Down, ci parleranno di come hanno accolto il suo desiderio di sposarsi.