Bruno Galvani (Presidente Anmil), ci ha inviato questo comunicato stampa dove con forza ci scrive il desiderio di lottare affinché questa figura possa esistere anche in Italia. Siamo felici di avere alleati così di spessore e ci auguriamo sinergie proficue.

Questo il comunicato:

Nel nostro paese, negli oscuri cassetti della politica, langue da alcuni anni un disegno di legge (il 1442 – ndr) che dovrebbe finalmente dare una risposta al “diritto alla salute e al benessere psicofisico e sessuale” dei cittadini italiani affetti da gravissime patologie invalidanti, fisiche o mentali. Ma purtroppo, causa anche la difficoltà di legiferare su un argomento così complicato, tutto rimane fermo. Ma ora, ad aggiungersi a chi manifesta ed organizza iniziative per promuovere questo diritto da tempo, irrompe, come “cane sciolto”  anche la Fondazione Anmil Onlus “Sosteniamoli subito” con il suo presidente piacentino Bruno Galvani. E com’è nel suo stile, lo vorrebbe fare con un grande fotografo e grande provocatore come Oliviero Toscani.

“Ormai abbiamo capito – esordisce Galvani – che nel nostro paese, siamo vergognosamente ipocriti  e scandalosi sui temi etici. I fatti di questi anni, penso a Luana Englaro, Welby e tanti altri, ma anche di questi ultimi giorni (in caso dj Fabo – ndr) ci mostrano situazioni drammatiche nelle quali i nostri politici e la politica naufraga e nessuno non vuole prendersi le proprie responsabilità. Se devono salvare una banca in 2 giorni si legifera e si trovano i soldi, se si vuole smantellare il sistema sanitario nazionale si fa un decreto ministeriale e si falcidiano i posti letto negli ospedali o addirittura si chiudono, ma se invece bisogna dare risposte a condizioni umane inenarrabili si fa finta di nulla e si lasciano marcire i vari disegni di legge presentati o, ancora peggio,  ci si scontra per anni in modo schifoso e le persone che vorrebbero fare una scelta personale sulla propria vita così immane, devono magari andare a morire in un altro paese. Stiamo veramente vivendo dei brutti momenti, ma è proprio in questo contesto che  il livello di rispetto ed educazione sociale deve essere stimolato e sollecitato. Tornando al tema sessualità e disabilità, si tratta soltanto di capire una volta per tutte che anche chi è affetto da gravissime disabilità, siano esse fisiche, sensoriali o mentali, deve poter esercitare una libertà di scelta in relazione al desiderio di sviluppare proprie esperienze erotiche-sessuali. Tutte le persone, a prescindere dalle loro condizioni, hanno esigenze affettive e sessuali e finalmente finiamola con questi pregiudizi.

Va detto con estrema chiarezza, aldilà delle nostre convinzioni etiche, morali o religiose: anche i disabili hanno voglia del sesso! O dobbiamo continuare con “pratiche” che non sono certamente dignitose e che vedono coinvolte prostitute o magari addirittura gli stessi famigliari? Perché è di questo che si sta parlando . Se poi si parla di disabilità al femminile, questo argomento è ancora oggi del tutto cancellato”.

I cittadini disabili in Italia sono circa 4 mln, anche se evidentemente con differenti disabilità e problematiche, e questo vasto mondo da anni dibatte sul tema della sessualità. “Ci tengo a sottolineare – rimarca Galvani – che riteniamo importantissimo il lavoro fatto da  Maximiliano Ulivieri ed il Comitato per l’assistenza sessuale ai disabili, e la Fondazione Anmil applaude a tutto questo e ne riconosce il merito e vuole solo affiancarli, però in una posizione di assoluta libertà e con una forza politica che solo chi ha alle spalle una organizzazione che conta quasi 400.000 iscritti come Anmil onlus può mettere in campo.

Partendo da questi semplici concetti, da anni si cerca di inserire anche in Italia la figura dell’assistente sessuale, un servizio attivo già in diversi paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti.

“Ovviamente – continua il presidente della Fondazione Anmil, non nuovo ad iniziative di forte impatto, come per esempio il tour per la sicurezza nei luoghi di lavoro, che l’anno scorso lo ha visto in prima persona percorrere quasi 3.000 km con una speciale carrozzina per ben 52 giorni di viaggio www.tourfondazioneanmil.it – questo operatore (uomo o donna, con orientamento bisessuale, eterosessuale o omosessuale) deve essere individuato con cura, per avere le giuste caratteristiche per  aiutare le persone con disabilità a vivere la propria sessualità”.

Nel 2014, per dare risposta a queste esigenze è stato presentato un disegno di legge d’iniziativa dei senatori LO GIUDICE, MONICA CIRINNÀ ed altri, assegnato alla Commissione Igiene e Sanità del Senato, ma nonostante siano passati quasi 3 anni, come si diceva all’inizio, è ancora tutto fermo. Anche se qualcosa a livello territoriale giù si sta muovendo: alcuni anni fa a Bologna, grazie a Maximiliano Ulivieri, fondatore del Comitato per la promozione dell’assistenza sessuale in Italia, è stato organizzato un corso per assistente sessuale per disabili,   così come  va segnalato il caso positivo della Toscana: Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha firmato già 2 anni fa una risoluzione per l’assistenza alla sessualità per i disabili, presentata dal consigliere regionale del Pd Enzo Brogi. Il documento impegnava la giunta regionale a  intraprendere percorsi volti alla formazione di queste figure, e a valorizzarne il ruolo culturale e sociale.

“Il nostro obbiettivo – dice Galvani – è aiutare a chi è già impegnato da anni per abbattere lo stereotipo, molto ingombrante, che vede le persone con difficoltà e disabilità gravi assoggettate all’“asessualità”, o comunque non idonee a vivere e sperimentare la sessualità ed, ovviamente, arrivare in tempi brevi all’approvazione (e se possibile, il miglioramento) del Disegno di legge in questione”. Ed anche, cosa non secondaria, sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematiche di carattere morale e civile che riguarda l’intera comunità”. E per fare questo, in C.d.A. della Fondazione Anmil, insieme a Franco Bettoni, presidente nazionale di Anmil Onlus, ha pensato di provare a coinvolgere in questo progetto nientemeno che Oliviero Toscani, il grande fotografo autore di tante campagne sociali/pubblicitarie, conosciute in tutto il mondo, che hanno sempre fatto così tanto discutere. “Ho contattato nelle settimane scorse Toscani – chiosa un euforico Galvani – e vi garantisco che non è una persona comune. Ma da subito ha dimostrato interesse al tema e proprio qualche giorno fa ho partecipato al suo NEVERENDINGPHOTOMASTERCLASS  “Immaginare” che si è tenuto a Rimini al Grand hotel Parco Fellini. Alla presenza anche dello psichiatra e scrittore Paolo Crepet e di tutto il team del celebre fotografo, ho presentato la Fondazione ed Anmil e poi introdotto il tema della campagna di sensibilizzazione che vorremmo realizzare. Poi sono iniziati i confronti, anche con tutti i partecipanti al workshop, per provare ad individuare un linguaggio idoneo per un tema così complicato. Toscani ha sostenuto, durante i suoi vari interventi, anche “che la normalità non esiste e non esiste distinzione tra chi e’ disabile e chi non lo e’ perché nessuno di noi e’ normale.  L’arte in particolare non deve essere ne etica ne morale. La società pensa in modo razzista perché ha già accettato che i disabili sono diversi quando non deve essere cosi”. Il prof. Paolo Crepet, invece, ha spiegato “quanto sia fondamentale mantenere un atteggiamento di tolleranza su questi temi. Ma il nostro è un paese strano, pensando ai tanti abusi ed orrori familiari, tollera la violenza nell’amore, ma non vuole capire che tutti abbiamo bisogno d’amore, in tutte le sue forme ”. Ora aspettiamo di vedere cosa verrà fuori da questo importante incontro”.

                                                                

Bruno Galvani 335201025

Presidente Fondazione Anmil Onlus

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