Buongiorno, scrivo da *****, e sto acquistando il vostro libro, molto interessante. Chiedo informazioni per un ragazzo disabile che ad ottobre compirà 18 anni. Nel 2009, a causa di una setticemia acuta, ha subito l’amputazione delle mani e dei piedi. Il padre è deceduto la scorsa setitmana, ma si raccomandava di aiutare il figlio anche per l’aspetto della sessualità. Avete un contatto su Roma, o posso disturbare voi per un confronto?

M.

Buonasera, sono appena venuta a conoscenza della vostra esistenza così per caso su internet ma visto che mi piace pensare che il caso non esista ho deciso di scrivervi. Mio fratello ha 34 anni e da quando ne aveva 26 è disabile al 100% per colpa di un’emorragia cerebrale dovuta ad un angioma.
Penso che una delle cose che gli manchi di più della sua vita “di prima” sia proprio il contatto fisico con una donna, lo ammette lui stesso.
Mi domandavo quindi, come potersi mettere in contatto con voi? come poterlo aiutare? Grazie della vostra gentile attenzione e complimenti per il vostro coraggio e il vostro impegno. Non sarà facile il vostro lavoro in Italia. Vi auguro il meglio!

A.

Buona sera, sono la presidente di un’associazione che si occupa, a ******, di persone con esiti da gravi cerebrolesioni acquisite. Fra i nostri soci abbiamo diversi ragazzi giovani che vorremmo aiutare sotto il punto di vista sessuale. Sono pertanto a chiedere se esistono in questa città assistenti sessuali e se potete mettermi in contatto con loro.
Ringrazio moltissimo per la disponibilità.

B.

Presidente Associazione

Buon giorni mi chiamo **** e sono un ragazzo di 37 anni disabile dalla nascita per “spina bifida”. Non ho mai avuto un esperienza sessuale e sinceramente non ho mai avuto nessuno approccio con un altra donna non conosco proprio il corpo femminile, sono abbastanza timido e questa mia timidezza mi impedisce a fare qualsiasi passo verso l’altro sesso. Ho sentito parlare di assistente sessuale per disabili poco tempo fa in tv alle iene ed ho deciso di scrivervi è da un po’ che sento il bisogno di avere qualcuno al mio fianco con cui parlare abbracciare ed essere abbracciato accarezzare e perché no scoprire qualche cosa di nuovo nell’altro sesso. Insomma sento fortemente il bisogno di avere e stare pochi minuti con una donna e non so come fare. Ho una madre bigotta e non capirebbe e soprattutto non cerco una prostituta.
Io penso che la sessualità sia un diritto di tutti. A premetto sono impotente ma nonostante tutto io sento il bisogno di accarezzare, toccare, baciare una donna.

M.

Salve, sono amica di un ragazzo disabile di 32 anni, *****, che vorrebbe qualche informazione in più circa la possibilità di usufruire di un’assistenza sessuale.
La sua disabilità è solo motoria; non ha l’uso degli arti ed è tracheotomizzato ma ha una vitalità da fare invidia e un’accettazione della malattia che solo una persona con una forza interiore grandissima può aver elaborato.
Essergli amico è naturale e soprattutto divertente! Spero possiate darci qualche indicazione su cosa fare, per ora grazie e continuate così!!

S.

Salve, sono un’educatrice di un centro per ragazzi disabili. Sarei interessata a capirne di più rispetto al vostro progetto per poter girare le informazioni ad alcuni genitori che avendo visto il servizio in tv ci stanno chiedendo delucidazioni. Le domande che ci pongono sono: il servizio è già attivo? esiste in ogni regione? Noi siamo di *****, che costi ha?

S.

Educatrice

Sono ******, padre di un ragazzo di 21 anni affetto da disabilità psichica grave, e da tempo mi rendo conto che devo in qualche modo aiutare mio figlio a far fluire l’energia sessuale compressa.

Tempo fa sono stato anche firmatario di una petizione on-line sul problema, anche se poi non ne ho seguito gli sviluppi.

Vedendo il sito mi è sembrato di cogliere il senso di un approccio “alto” al problema ed alla dinamica.

Vorrei tanto approfondire la questione, parlandone anche con lo psichiatra del ragazzo, per valutare insieme le possibilità che si possono trovare per lui.

Spero in un suo contributo, per un primo contatto utile.

Sono *****, la commessa di ***** , che vi ha appena scritto in Facebook. Grazie per la risposta. Sono io che ho “scoperto” il vostro “mondo” e ho suggerito a ***** di contattarvi. ****** e’ un ragazzo d’oro, ma come tutti vorrebbe esser piu’ felice. E per lui, in questo momento, significa farsi coccolare.

Naturalmente sappiamo entrambi che non si puo’ parlare di assistenza sessuale in uno Stato bigotto come il nostro ma bisogna poter vivere le proprie emozioni. E’ stato a ***** da una signora, con due educatori. Sono state un paio d’ore di coccole pero’ non vuole tornarci. Siccome e’ diventato
quasi un chiodo fisso, e facciamo fatica a coinvolgere la mamma, io ed un suo amico avevamo pensato che forse voi avreste potuto darci indicazioni. Vi ringrazio per tutto e scusatemi per l’email ma ***** diventa
insistente, è un argomento (il sesso) all’ordine del giorno.
Saluti e abbracci

Gentile Max, sono venuto a conoscenza della sua iniziativa per proporre l’assistenza sessuale tramite una petizione e sono rimasto sbalordito in senso positivo, ovviamente.
Sono uno psicologo, ancora giovane, e mi meraviglia che questa iniziativa debba partire da un ragazzo come lei che lavora nell’ambito “web e social” e non da i vari professionisti della salute (me compreso).
Le scrivo semplicemente per farle i complimenti anche per lo spazio che ha creato tramite loveability.it. Lo trovo molto interessante, innovativo e utile.
Se le può far piacere posso inserire un link alla sua petizione sul mio misero sito e diffondere l’iniziativa tra i miei colleghi!

Buongiorno, da poco sono venuto a conoscenza della vostra iniziativa e vi scrivo per raccontarvi brevemente la mia situazione.

Ho un figlio di 46 anni che in seguito ad un incidente stradale, avvenuto molti anni fa, ha riportato disabilità fisiche e mentali.

Non accetta la sua condizione, per questa ragione il comportamento e i rapporti sociali e familiari ne risentono pesantemente. La sua è una vita molto isolata, non riesce a stabilire e consolidare rapporti amichevoli. Ha comportamenti compulsivi: non riesce a controllare l’alimentazione ed il fumo con conseguenze sia respiratorie che di aumento di peso. Con il passare degli anni ha cominciato a manifestare anche aggressività, che fino a non molto tempo fa era semplicemente verbale, ora è arrivato a minacciarmi e a tentare di colpirmi. Sono convinto che la sua rabbia interiore e la conseguente aggressività siano dovute anche alla prolungata repressione delle pulsioni sessuali: il sesso, come il mangiare, è la sua ossessione.

Penso che il vostro progetto, anche se al momento è ancora in corso d’opera, porti alla luce lo spinoso problema della sessualità delle persone disabili; qualcuno finalmente comincia a parlarne affrontando pregiudizi e ipocrisie. Vi sarò grato se vorrete tenermi informato sui progressi nella realizzazione del progetto e se avete qualche suggerimento da darmi.

Vi ringrazio per il vostro impegno e vi saluto cordialmente.

G.

Padre

La mia storia non ha nulla di particolarmente speciale, direi piuttosto in linea con quelle che ho letto in questo spazio. Qualche differente sfumatura, ma più o meno…nel senso che -intendo sfumature- so che, in qualsiasi momento, posso o potrei contare sull’aiuto di un amico; nel caso cioè sentissi il bisogno di determinate esperienze collegate alle normali pulsioni in merito alla sessualità. Per l’affetto e l’Amore con una ‘’A’’ un tantino più grande (nel carattere), e sottolineata in grassetto, beh, è un altro paio di maniche…lo è e sempre lo è stato; indirettamente proporzionale -questo bisogna sottolinearlo- alla personale capacità/incapacità di spostamenti, per raggiungere i luoghi di socializzazione più congeniali a ciascuno, vuoi con mezzi propri o altrui (la soluzione più difficile, quest’ultima…perché non sempre -spesso quasi mai- gli altri ci sono…ad aiutare, condividere, coinvolgere…ecco che l’essere-non essere al posto giusto al momento giusto complica le cose); indirettamente proporzionale agli aiuti-non aiuti istituzionali (creare un ‘’mondo’’/territorio accessibile) e territoriali (abito in un piccolo paese…no trasporti pubblici adatti…no patente…vivo con madre 80enne, senza patente, praticamente da sempre…amici si, qualcuno, ma oggi come oggi a singhiozzo, e sempre più così più che il tempo è passato, e passa).

Esperienze -qualcuna- in tale ambito vi sono state, devo onestamente ammetterlo, anche se non possono aver soddisfatto, per quantità ma soprattutto per qualità, la mia voglia di vivere a pieno questa sfumatura dell’esistenza…un arcobaleno cui è mancato/manca un colore deciso e fissatosi sulla tela…sono più una sfumatura, e contorno, decisamente sfuocati.

Quando poi, in un paio di frangenti differenti della mia vita, sembrava potesse maturare qualcosa di più profondo e stabile con due diverse persone, al momento cruciale, queste ragazze hanno preso un’altra strada, hanno seguito persone che non erano me. Dolore? Inizialmente si, parecchio. Credo mi abbia poi salvato una certa dose di speranzoso menefreghismo, un dose di innato istinto di sopravvivenza e, solo in un secondo momento, la salvifica rivalutazione, decisa e di reazione, della mia persona. Io valevo come, e più di quelle due persone…anche se, magari, era quello il mio destino, il mio percorso…e non possiamo, più di tanto, infierire contro gli eventi.

Ritengo pertanto senza meno importante -per un approccio di certo qualitativamente diverso- la figura della love-giver, l’accarezzatrice: per tutta una serie di motivi, non ultimo un reciproco relazionarsi, credo, con una sensibilità e delicatezza differenti che in un approccio classicamente inteso con una prostituta. E quindi, anche se -come detto sopra- ho un amico sempre pronto ad ascoltare ed eventualmente esaudire i più vari bisogni e desideri, se mi sarà permesso (anche dai tempi di approvazione o meno, in un paese come il nostro), vorrò senza meno sperimentare questo approccio più umanamente soddisfacente -ritengo- con una persona…che dona, si dona…per una forma d’Amore, una forma di ascolto e condivisione di un’emozione con chi ha di fronte.

Grazie per quello che fate e -ce lo auguriamo ‘’tutti’’- riuscirete a realizzare con successo.

P.